Una settimana in Islanda giorno 3

Una settimana in Islanda giorno 3

Avete mai camminato attorno a una cascata?

La prima fermata del nostro terzo giorno in Islanda fu Seljalandsfoss. Scende da 60 metri di altezza e non è difficile da trovare percorrendo il Circolo d’Oro. Ricordate il vulcano il cui nome è impossibile da pronunciare (Eyjafjallajökull), che eruttò nel 2010 creando scompensi al traffico aereo in Europa? Uno dei ghiacciai intorno a quel vulcano dà origina a un fiume che crea questa cascata

Seljalandsfoss

Prima di iniziare a percorrere il sentiero che passa dietro la cascata assicuratevi di avere abbigliamento waterproof e scarpe anti-scivolo. Come potete immaginare, ci si bagna!

Il sentiero dietro Seljalandsfoss

C’è un parcheggio a pagamento nelle vicinanze, non dovrebbe essere troppo difficile trovare un posto.

Inoltre, non sapevamo che ci fosse un’altra cascata chiamata Gljúfrabúi, molto vicino a Seljalandsfoss. Essendo nascosta da delle rocce, pochi turisti la visitano Seljalandsfoss.

Percorrendo la strada principale in direzione sud troverete un’altra famosa cascata islandese, Skógafoss. Pur essendo alta quanto Seljalandsfoss, è molto più larga (25 metri) e se avrete la fortuna di vedere qualche raggio di sole, comparirà un bellissimo arcobaleno.

Una cosa da fare assolutamente qui è salire il sentiero al lato della cascata fino in cima. Come ricompensa per lo sforzo troverete il primo luogo che mi ha dato la pelle d’oca in Islanda. Il fiume scorre per km e km dal ghiacciaio, tra montagne e una infinita distesa di verde. Camminate per 5 minuti e il paesaggio vi regalerà una nuova cartolina da tenere tra i vostri ricordi.

La buona notizia è che più lontano andrete, meno gente ci sarà. Si tratta comunque di un posto molto tranquillo e potrete godervelo a pieno.

Quando siete pronti per continuare, procedete sulla rotta 1 e scoprirete da dove vengono queste meravigliose cascate. Ci sono diversi ghiacciai in Islanda e può valer la pena visitarne uno. La maggior parte della gente si ferma a Jökulsárlón, la laguna di iceberg che si trova più a est. Ma i ghiacciai più piccoli vicino a Skógafoss si possono ugualmete esplorare. Sia che ci andiate in inverno o estate, consigliabile prenotare l’escursione in anticipo. Noi siamo arrivate nel pomeriggio e ci è stato detto che la maggior parte dei tour partono la mattina e che i posti sono limitati. Inoltre, in giorni più caldi non permettono alla gente di visitare il ghiacciaio perché il pericolo è maggiore. E’ strano pensare che formazioni naturali di questo tipo fossero molto più estese in passato, e che la velocità alla quale si stanno sciogliendo aumenta sempre più. I cambiamenti climatici seguono il proprio ritmo, ma l’inquinamento causato dall’uomo sta avendo un drammatico impatto su di esso. Vedere un paese (quasi) incontaminato come l’Islanda è un forte sollecito di quanto importante sia preservare la natura.

Il ghiacciaio di Mýrdalsjökull

Da qui, continuate sempre sulla strada principale fino a raggiungere la costa, dove troverete la famosa spiaggia nera di Reynisfjara (comunemente nota con il nome del villaggio circostante, Vík). Prima di scendere verso la spiaggia troverete un punto di osservazione mozzafiato! Alle vostre spalle montagne verdi e vulcani. Al lato sabbia nera. Davanti a voi il mare. Il contrasto di colori pare finto per quanto perfettamente sia stato dipinto dalla natura.

Le colonne di basalto di Reynisfjara

Seguendo le indicazioni per Reynisfjari verso la rotta 215 e guidando per altri 10 minuti arriverete alla spiaggia. Qua vedrete colonne di basalto che si possono osservare in altri luoghi in Islanda, come alla spettacolare cascata di Svartifoss. Quando la lava discende dal vulcano può impiegare decine di anni per raffreddarsi. Durante questo processo la roccia si restringe e si crepa formando colonne esagonali. A causa del loro magico aspetto non è sorprendente pensare che leggende islandesi raccontino di troll che sono stati trasformati in queste colonne rocciose perchè sorpresi dal sorgere del sole.

La spiaggia nera di Reynisfjara

Reynisfjara è considerata una delle spiagge non tropicali migliori al mondo e non è difficile capire il perché! E’ conosciuta anche per la presenza di un aereo abbandonato che si schiantò nel 1973. Sebbene ora sia proibito arrivare alla spiaggia di Sólheimasandur in auto, è possibile parcheggiarla a 4 km di distanza e camminare fino alla spiaggia. Per indicazioni su come trovare l’aereo visitate https://expertvagabond.com/airplane-crash-wreckage-iceland/.

Quando visitate queste spiagge fate molta attenzione! Vi è un fenomeno in cui le onde si alzano rapidamente e senza preavviso. In passato hanno tolto la vita per quanto forti possono essere. Non avvicinatevi troppo alla riva, tenete sempre d’occhio le onde e non sottovalutate quanto velocemente si possono avvicinare.

Risveglio alla Guesthouse Nypugardar

La nostra tappa finale per questo giorno fu la Guesthouse Nypugardar. Questo è stato senza dubbio l’alloggio migliore del viaggio! Abbiamo dormito in una casetta di legno circondate dalla natura, con la lingua del ghiacciaio a fianco. La colazione inclusa è abbondante e ricca di cibi tradizionali islandesi, servita in una stanza con finestre su 3 lati e una vista spettacolare. Per €120/notte ne è valsa davvero la pena!

Pronti per il giorno 4?

Volete risparmiare sul vostro prossimo viaggio? Usate il codice luciam01 prenotando con www.booking.com e riceverete €20 direttamente sulla vostra carta dopo il soggiorno 🙂 A presto!


Share

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *